12/11/2009

oggi

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Oggi faccio una pausa. Una pausa da tante cose. Faccio una pausa dall'invio esasperato di curricula, una pausa dai giochini di facebook, una pausa dal mondo, una pausa dalle persone cattive, una pausa. Sì, una pausa.
Oggi, è lo scoassa day. Che cosa sarà mai?
E' la giornata dedicata alla raccolta differenziata. Un secchiello per l'umido, un secchio per il secco, un sacchetto per vetro e metallo e un sacchetto per la carta. Che bella la carta. Come mi manca la carta. Computer, calcolatore, freddo. Detto da una tecnodonna che se dovvesse vincere a win for life investirebbe o meglio scialacquerebbe mille euro in estetista (massaggi e massaggini, niente lampade, non è per vanità è per esasperato bisogno di coccole) e mille euro in stupidoleria tecnologica: navigatori, palmari, iphone, etc... ok sembra stonare. PErò la carta... ah la carta
Il suono del pennino della stilografica, magari tenuto dalla mano poco esperta di una bimba delle elementari che già cova la passione per quella magia che è l'inchiostro sulla carta. La penna è il prolungamento dell'anima, le parole scritte con l'inchiostro sono il suo frutto più ricco. Non importa che cosa scrivi, importa che hai deciso di mettere in libertà la cosa più intima che ci sia: il tuo pensiero. Chiamalo sentimento, chiamalo idea, chiamalo intuizione, chiamala ispirazione. Ma stai insegnando a volare a qualcosa che è dentro di te. I sogni, i pensieri, i ricordi non potrà mai rubarteli nessuno. Nessuno può spiare nelle profondità della mente, o dell'animo, se sei più romantico. Possono sfondarti la porta di casa e portarti via anche le piastrelle, ma i tuoi ricordi, no. E hai letto bene, ho detto i tuoi ricordi. Che non sono una scialba trascrizione di un fatto. Sono un'intima miscela tra ciò che è successo e come l'hai vissuto. A volte un profumo prende forma, nei ricordi lo puoi toccare. A volte un suono ti scalda, un odore ti angoscia, una musica ti rilassa. Gli studenti provano disagio quando gli alberi si tingono di giallo e di rosso e la natura è un tripudio di colori prima che la brina porti con sè l'ultima foglia. Perchè l'autunno è l'inizio della scuola, la fine della spensieratezza. Non sono tristi per le foglie che cadono, ma per la fine delle scorribande estive. Le maestre nei ricordi profumano di Coccoina. L'asilo odora di mela cotta. Il catechismo ha il suono della chitarra. Un bacio ha il profumo dell'amore. Ma l'amore non profuma. E tu, con la tua penna, con il fruscio della punta che solletica la carta, puoi raccontarlo al mondo.
Sfogliare un libro, lo fa diventare tuo. Lo rende reale. Ogni libro, ha l'odore di chi lo possiede. Ti hanno mai prestato un libro vecchio? Odora della casa in cui è stato ospitato. Odori che ne raccontano la storia. Odore di muffa, se arriva dalla cantina. Ma c'è muffa e muffa. C'è la puzza di muffa se è un vecchio libro di storia e a te piace la matematica. Ma allora, se il libro è di fantascenza, quella muffa non puzza più, ha il profumo dell'ingenuità di chi ha scritto di un futuro che ora è presente. E i libri di cucina? Libri di ricette che odorano di mare, o di funghi o di minestre. La carta non è solo un supporto. La carta ha una vita. un libro ha sentimenti. Un uomo triste ha l'umore nero o blu, dipende da dove provieni. Un libro triste diventa giallo. Non è un libro vecchio, è un libro solo. Un libro non dovrebbe mai essere solo. Ma nemmeno un quaderno nè una lettera. Una penna non può rimanere senza inchiostro, una matita deve sempre avere la punta. E quando scrivi non conta solo quello che scrivi, ma come lo fai. Puoi scrivere con la penna a sfera, con la stilo, con la matita, puoi scrivere in stampatello, in corsivo, con i puntini o con i pallini sulle i, puoi sbagliare, ma per favore, non usare il bianchetto. Il bianchetto è tecnologia, non va bene, ogni errore è solo un pensiero imbizzarrito che è voluto uscire quando tu non eri d'accordo. Allora non umiliarlo, dagli morte degna, non seppellirlo di bianco, legalo con l'inchiostro. Il bianchetto è finzione, l'errore si vede lo stesso, non lega con la magia della carta.
E poi che cosa c'è di più liberatorio dello strappare una pagina che ci ha deluso? Prova a dirmi che hai la stessa soddisfazione nel fare CONTROLALTCANC. E piangere calde lacrime su una lettera d'amore, che raccoglie dentro di sè ogni singola lacrima, si rigonfia e le conserva, non puoi dirmi che ha lo stesso valore del tastierino di un cellulare che diventa viscido per le lacrime per un insulso sms.
E io, ti sto scrivendo coi tasti di un mini pc. Di tutto ciò ricorderò il ticchettio dei tasti mentre penso al profumo delle pagine dell'antologia di Spoon River e al libro che è lì, solo, sul comodino, a cui ora andrò a fare compagnia.

08/10/2009

Non ci sto

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Non ci sto, eh no.... ma possibile che uno solo perchè è "   famoso" possa passare indenne qualsiasi giudizio?
Che mi frulla? Beh un nome: Roman Polanski
Dai, fate la fila per dirmi poverino...
In fondo se lo ha perdonato la vittima chi sei tu per ergerti a giudice?
Belli miei, ma questo qui ha violentato una ragazzina! Le ha rovinato la vita, la psiche! Magari adesso che ha 40 anni di più ha superato il trauma, ma chissà che vita migliore avrebbe potuto avere? E soprattutto, in questo modo che concetto passa? Innanzitutto che se arrivi in un modo o nell'altro sulla ribalta del grande o piccolo schermo, diventi intoccabile, in secondo luogo, che se non ti beccano, sei figo perchè l'hai fatta franca. No no, non ci sto. Lo stupro va punito, sempre, comunque, senza attenuanti e anche dopo mille anni, anche se ormai l'attrezzo non è più abile all'uso. Chi se ne importa. Un po' di sana vendetta, una volta tanto. E chi glieli restituisce più gli anni passati a sanare il trauma a quella tipa lì? Perdono un'acca, si tratta di dare l'esempio, l'esempio che ti beccano e sei punito, sempre e comunque. E non l'esempio che se la fai franca per un tempo sufficientemente lungo allora sei a posto. 
Ripeto, no, non ci sto. Buonismo una cippa.   

29/09/2009

ci sono!

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Ciao! Poco tempo, poco tempo.... ma oggi DEVO salutarvi. Allora, come stanno le cose? Beh, mi sono un po' ingolfata con gli impegni. Mi sembra di essere il barbiere di Siviglia, ma invece di "figaro qua, figaro là..." m
sono "Laura di qua, Laura di làààààààààààà"
Va bene..esagero. Però il lavoro a pieno ritmo, pienissimo, la palestra tre volte a settima, il tedesco (nel senso che ho ripreso a studiare) e il pucci bello, e le amichette....mi stavano sottraendo ai miei amichetti ( amichetti non è per sminuire, mi piace, è affettuoso) del web.
PERDONOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
Ah, notiziona...
-1kg!!!!
Eh sì, mi manca ancora 1 kiletto per arrivare al peso prefissato! Che fatica, però...il seitan fa un po' schifino, il tofu è un po' più decente. Il vero problema è che a me PIACE mangiare. Che succede, quindi? Che i miei pasti non prevedono più nulla di golosissimo, tipo salame, formaggi stagionati con le salsine di frutta alla senape (sigh, sob....), nemmeno un dolcetto piccolino piccolino... le conseguenze di tutto ciò sono un dimagrimento ragionevolmente lento per rimanere poi nel peso forma per quanto riguarda la parte positiva. Volete sapere la parte negativa del fatto che devo rinunciare a tutte le prelibatezze a cui ero abituata? Normalmente, direi mai, non guardo nel piatto degli altri. Non ce l'ho proprio come abitudine. E se mi accorgo che un qualche commensale è attirato da ciò che ho nel piatto, amo fare a metà. "Fatto a metà è buono il doppio". Sembra un motto stile pollyanna ma è il mio modo di dire di fare e pensare. Bene. Siamo arrivati al punto. Ieri, in preda a un desiderio SMODATO di pappa buona, succulenta e gustosa... ho resistito ma PROPRIO A STENTO, alla tentazione di assaltare le fettine di salamino piccante che il mio collega aveva scartato dalla pizza (m aperchè prenderà poi la diavola se scarta sempre il salame? BOh...) e, peggio del peggio, mi sono trovata a fantasticare sulla panna e gorgonzola rimasti sul fondo del piatto del collega seduto di fronte a me dopo che aveva finito la sua pastasciutta. Sì si, avete capito... ho fissato il liquidino bianco e sicuramente gustoso e la fantasia è partita, ho immaginato di prendere una mantovanina (pane bandito) e spezzarla (ho sognato perfino lo scrocchiare della crosta), nel sogno erano pezzi piccoli, e si tuffavano in quella candida piacevolezza alimentare e ciuff, pezzo dopo pezzo, tutti tuffati e annegati in quel ben di Dio, nel mio sogno ho ripulito tutto il piatto, fino all'ultima goccia di PANNA (panna, capite??? Il mio alimento preferito. Pannaaaaaaaaaaaaa). Sono psicopatica, forse...ma com'era bello fantasticare su quel salame e su quella panna. Conclusione? Beh, una fettina di salame, effetivamente, si è persa... :-D Non sono fatta per la dieta. Ma resisterò. Almeno finchè non aggredirò i colleghi a pranzo o i bambini col gelato sul passeggino....

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