una storia

C’era una volta una Spiritalia. Una Spiritalia è una fata, ma prima di diventare fata. Si chiamava Ralua. Era minuta, come tutte le spiritalie, ma aveva un’aura luminosa più intensa e colorata di tutte. Ralua non amava essere al centro dell’attenzione, ma va da sè che con la sua aura attirava l’attenzione e non poco. Non sapeva fare tante magie, ma la migliore di tutte era la magia del sorriso. Cancellava il malumore e la tristezza e questa sua magia la faceva sembrarare ancora più luminosa. Desiderava diventare una fata, ma per diventarlo doveva superare una prova imporante. Ralua aveva sempre sottovalutato questa prova, perchè pensava che ci fosse tempo, e benchè non fosse una sprovveduta e si fosse sempre data da fare per imparare magie nuove, la Prova per diventare fata era sempre stata ai margini dei suoi pensieri. Amava tutte le creature,e le creature la ricambiavano, perchè Ralua, come tutte le spiritalie, aveva una caratteristica che la distingueva. Alcune Spiritalie potevano volare, in alto, così in alto da raggiungere lenuvole con la testa, altre Spiritalie vivevano sottosopra e di spalle, per cui sembravano vivere il mondo con una logica al contrario, altre Spiritalie invece avevano una sfera di elettricità che le avvolgeva e per quanto sembrassero affascinanti e attraenti, erano molto pericolose, perchè lasciavano tramortito dalla scossa chiunque le incontrasse. Ralua non aveva nessuna di queste caratteristiche, Ralua era semplicemente…trasparente. Non c’era nulla di misterioso, nulla di segreto, Ralua era limpida e cristallina e riusciva a vedere il mondo con gli occhi di chi la osservava. Ma Ralua non si preoccupava della Prova, e giorno dopo giorno imparava nuove magie. Ne sapeva tante, più della maggior parte delle altre Spiritalie, anche di quele che erano già diventate Fate. Ma Ralua, sebbene avesse provato, non era ancora diventata una Fata. Non è che non ci tenesse, non è che non ne avesse le capacità, ma aveva paura di sbagliare. Ralua era trasparente, e questo la rendeva vulnerabile. Ed era, come il cristallo, fragilissima. Tagliente, alle volte, ma più spesso, delicata. Voleva davvero diventare Fata, e spesso si rammaricava di non aver affrontato prima la Prova. Si chiedeva quale fosse il segreto, ma forse lo sapeva, sapeva che il segreto non era così ben celato. LA vita di Ralua era sempre trascorsa come il corso di un torrente, tranquilla alla sorgente e tumultuosa, piena di rapide per la maggior parte del suo corso. Per questo Ralua confidava che prima o poi sarebbe sfociata in un grande fiume pacido. MA non sapeva che cosa ci fosse tra le rapide e il tranquillo alveo del grande fiume. Temeva di dover affrontare la Granda cascata. Si chiedeva se fosse quella la Prova. O se sarebbe venuta prima o dopo. Ma Ralua sapeva che non poteva affrettare i tempi della Prova: sarebbe diventata Fata solo al momento opportuno. C’erano molte Spiritalie con cui avva condiviso le prime magie che erano divenute Fate, ce ne erano altre che, come lei, aspettavano la Prova. E Ralua trscorreva il tempo esercitandosi nella magia del sorriso, incantando tutti con la sua aura corrusca e cangiante. Trovava lungo il suo cammino tantissime creature magiche, come i naci, tenere creaure ricoperte da una morbida peliccia che potevano essere o estremamente giocose e affettuose, oppure, all’opposto, estremamente aggressive. Ma tutti i naci rimanevano affascinati dalla sua trasparenza e non si mostravano mai aggressivi. Aveva incontrato le creaure più insolite che le avevano dimostrato affetto: stripistelli, che per lo più terrorizzavano le altre Spiritalie, così come le trucoltele, i litiponi, i nargi. Perfino le miscime le erano saltqate sulla testa per poter avere un contatto con questa creatura luminescente e cristallina che era Ralua. Sembrava, a detta di tutti, che a Ralua non mancasse nulla per diventare una Fata. Ma ovviamente, poichè il Grande Spirio BLu non lasca mai le cose al caso, sapeva che a Ralua mancava ancora una magia. ALmeno una. Ralua era cristallina, ma come il più bello dei diamanti, che con le proprie sfaccettature trasforma la luce in uno scintillante arcobaleno, doveva imparare a smussare gli spigoli. Per farlo avrebbe dovuto fare una magia che non è tra le più difficili, Ralua aveva imparato la magia dell’acqua e sapeva mutare la propria forma per entrare in sinonia anche con le creature più spiacevoli, ma quello che a Ralua mancava, era la magia della sfera. Eh la magia della sfera era molto pericolosa, toglieva ogni difesa, e tutte le volte in cui si era esercitata con questa magia, era rimasta scheggiata. Ma Ralua sapeva che senza questa magia, non sarebbe mai potuto diventare Fata, e non passava giorno che non desiderasse provarla, ma poi rinunciava. Sapeva che senza la magia della sfera non avrebbe potuto nemmeno apprendere la magia del Volo, la magia con cui si diventa Fate. E spesso Ralua era presa dallo sconforto, perchè aveva visto ormai molte albe e altrettanti tramonti, e non sperava più di far parte del ciclo della Luna.

Ralua ci teneva, a diventare Fata. Ma le Spiritalie, per diventare Fate devono incontrare il Mistero, e quando lo incontrano, devono riconoscerlo ed esser pronta con la magia del Volo. Ralua temeva di incontrare il Mistero prima di aver appreso le altre due magie ed era terrorizzata all’idea di averlo già incontrato e non averlo riconosciuto e temeva altrettanto di incontrarlo a breve e non essere pronta.

 

una storiaultima modifica: 2011-02-15T01:19:00+00:00da zambra_red
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